Speranza
La riscoperta del nostro vero se
Quando si affrontano periodo di crisi, la nostra psiche si appesantisce e tutto sembra destinato a peggiorare, è un percorso in discesa e non riusciamo a trovare un punto d’appoggio per evitare di cadere completamente nell’abisso sottostante.
Razionalizziamo sui nostri problemi, rimuginiamo sulle nostre emozioni, ci sembra di attraversare una via senza uscita: cerchiamo di controllare il nostro sistema emotivo, ma finiamo in un vortice di caos e confusione. Il primo passo è quello di rendere cosciente a noi stessi il fatto che siamo in difficoltà e non tentare di reprimere quello che sentiamo. Anzi più reprimiamo e più la situazione peggiorerà. È necessario avere il coraggio di cambiare ciò che può essere cambiato e accettare ciò che non possiamo cambiare. La speranza si colloca al centro di queste due verità, aiutandoci a dare senso a ciò che altrimenti andrebbe perduto quando il nostro sistema nervoso va in shutdown.
Spesso la speranza viene vista come un sentimento negativo, come una forma di arrendevolezza di fronte agli eventi e alle circostanze; in realtà è un tramite che ci permette di ritrovare quel senso alle cose anche quando il mondo sembra crollarci addosso.
Arrendersi non significa essere passivi di fronte al mondo, ma accogliere il silenzio e il mistero nella nostra vita, creando spazio per circostanze e possibilità migliori. È quell’alleato “sconosciuto”, come lo chiama Jung, che viene in nostro aiuto anche nei momenti più difficili.
I momenti di crisi ci aiutano ad entrare in contatto con quella parte di noi, quella scintilla che arde indipendentemente dalle circostanze. Il segreto sta nel darci il permesso di accedere a questo stato di coscienza, senza vergogna e senza timore, e questo è possibile solo se abbiamo imparato a lasciare andare le situazioni di cui non abbiamo controllo, che non possiamo cambiare.
Se ti senti solo, se svolgi il tuo lavoro con sincerità e coscienza, degli alleati sconosciuti verranno a cercarti.
-Carl Gustav Jung
Quando la nostra psiche ci chiede aiuto è importante ascoltarla, se non siamo in contatto con noi stessi ogni ostacolo anche se piccolo ci sembrerà insormontabile, perché non abbiamo gli strumenti adatti per affrontarlo. Nell’articolo Solitudine ho fatto un accenno all’importanza dello shadow work…
Integrare le nostre ombre non solo ci aiuta ad elaborare emozioni e traumi non risolti, ma si possono trasformare in alleate pronte ad aiutarci durante i momenti difficili della nostra vita. Esse rappresentano il potenziale nascosto (ombra) in ogni nostra ferita e crisi emotiva.
L’inconscio: un alleato segreto
Se non ci conosciamo davvero, saremo sempre schiavi di automatismi inconsapevoli che ci porteranno sempre più lontano da noi stessi. Quante volte ci si ritrova a mettere la testa sotto la sabbia, aspettando la tempesta che ci travolga invece di attraversarla? L’ancora che ci tiene stabili durante le acque agitate è proprio la conoscenza di se, questo è un fatto intramontabile. Bisogna fare un vero e proprio “reset” del sistema nervoso e accogliere il silenzio nella nostra vita, per fare ordine nella nostra mente e discernere il nostro vero se dalla versione prefabbricata e quindi inautentica di noi stessi. Solo cosi possiamo trasformare il nostro inconscio in un potente e fidato alleato. Non possiamo operare nel sottile, se prima non diamo spazio a noi stessi nella vita quotidiana. L’inconoscibile è il conoscibile che non è ancora emerso dal suo potenziale. Per farla breve quella parte repressa dentro di noi che spesso tendiamo a silenziare per non dare problemi agli altri, ma in realtà è quella forza magica che cerchiamo per aiutarci a risolvere i problemi nella nostra vita.
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(Conosci te stesso)
La base dietro al pensiero magico è proprio nel nostro centro psichico, se è sbilanciato attraiamo forze negative e repulsive, se è in equilibrio attraiamo miracoli e benessere.
-Nello Musco
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